Formula 1 | Confronto Passi Gara del Midfield GP del Portogallo 2021

Twitter
Facebook
WhatsApp
Telegram
Email
Nicola Sigismondi

Nicola Sigismondi

La gara in Algarve ci ha consegnato moltissime indicazioni sui valori in campo nel midfield, regalandoci ulteriori conferme ed anche molte sorprese, sia positive che negative. Infatti grazie all’improvvisa impennata delle temperature, mai registrate durante il weekend, sono venuti fuori alcuni limiti di alcune squadre, sia in termini di monoposto che in tema di strategie dei team stessi.

Entriamo nel dettaglio dell’analisi della gara del midfield.

Pos. FinalePilotaPasso 1° StintPasso 2° Stint
Norris23.992 S22.497 (M)
Leclerc24.121 M22.410 (H)
Ocon24.341 S22.609 (H)
Alonso23.789 M22.111 (H)
Ricciardo23.706 M22.593 (H)
10°Gasly24.277 S22.888 (M)
11°Sainz24.159 S23.135 (M)
12°Giovinazzi24.645 M22.980 (H)
13°Vettel24.622 S23.184 M
14°Stroll24.060 S22.193 (M)
15°Tsunoda25.065 M23.385 (H)
*Legenda: (S) = soft nuova; S = soft usata; (M) = media nuova; M = media usata; (H) = hard nuova; H = hard usata. Nel primo stint risulteranno tutti con gomma usata per il passaggio ai box durante la SC, ma Alonso, Ricciardo, Stroll, Ts unoda e Giovinazzi erano partiti con gomma nuova.

McLaren

Norris

L’inglese e la MCL35M si sono rivelati come la conferma in positivo dopo le prime due tappe del mondiale, Norris è ormai sempre più punto di riferimento del midfield. Ha dimostrato di aver un po’ più passo degli altri nel primo stint, dove comunque i team si sono rivelati tutti abbastanza vicini. La differenza l’ha fatta quando nel secondo stint con gomme M, che si sono dimostrate essere la scelta sbagliata per moltissimi avversari, ha avuto un passo a livello di tutti coloro che si erano fermati più o meno insieme a lui e che avevano montato la gomma hard, vera gomma da gara.

Il suo passo si è rivelato essere molto buono sul 22 basso sul finire e facendo registrare il personal best lap ancora una volta, come ad Imola, negli ultimi giri. Il passo si è rivelato essere leggermente inferiore, di pochi millesimi, rispetto a di quello di Leclerc. Ma questo non gli ha impedito di agguantare la 5° posizione in modo tranquillo e rafforzare il terzo posto nel mondiale della McLaren ed il suo nel mondiale piloti.

previous arrow
next arrow
 

Ricciardo

Altra gara veramente sotto tono dell’australiano, complicata dall’essere uscito dal Q1. Per questo ha optato per una media nel primo stint, per cercare di tentare la rimonta. Lui, Alonso (con cui condivideva la stessa mescola di partenza e poi lo stesso passo) e Stroll, sono gli unici ad aver allungato di moltissimo il primo stint fino a circa il 40° giro. La rimonta gli era uscita anche abbastanza in fretta. Dopo una buona partenza, intorno al 15° giro era già nella top ten. Il passo è stato molto positivo sempre sul 23 medio-basso, per poi scendere nella parte finale sul 22 alto.

I problemi per lui sono arrivati una volta montate le H, perché in questo frangente all’australiano è mancato completamente il passo e, purtroppo per lui, gli è costata la possibilità di finire più su. Infatti Norris, con la stessa macchina, è risultato essere più veloce nel passo con le medie di 1 decimo, ma con ben oltre 20 giri in più sulle gomme. Al momento per Ricciardo la scintilla con la MCL35M sembra non essere ancora scoccata.

previous arrow
next arrow
 

Alpine

Ocon

Il francese è stato una delle sorprese del sabato, riuscendo ad issare la sua Alpine fino al sesto posto in griglia. In pochi pensavano, visti i recenti riscontri, che il team transalpino potesse sfoderare una gran prestazione anche in gara. Ed invece la maggior parte, compreso il sottoscritto, si è dovuto ricredere, perché l’Alpine è stata l’autentica sorpresa del weekend. Ocon nel primo stint ha fatto registrare quasi un passo simile a quelli di Norris e Sainz, con la stessa mescola, pagando solo 3/4 decimi sul passo meno di quelli pagati nei primi due appuntamenti.

Divario che si è assottigliato a 2 nel secondo stint nei confronti sia Norris (però con M) che con Leclerc cha aveva la stessa tipologia di mescola. Infatti il francese è riuscito a tenere un passo molto costante che negli oltre 40 giri di stint si è andato via via abbassando, fino al 22 basso. Il ragazzo sta tenendo veramente botta (per il momento) al compagno di squadra veramente ingombrante, dimostrando di avere del talento per chi aveva dei dubbi su di lui.

previous arrow
next arrow
 

Alonso

Partito nella top 15, l’asturiano ha confermato i passi avanti fatti dall’Alpine costruendosi la possibilità di entrare nella top ten già nel lunghissimo stint di inizio gara (39 sono stati i giri effettuati con la media) con un passo veramente buonissimo, considerando che è stato identico a quello Ricciardo, partito come lui con le M dal fondo, e che si è fermato solamente un giro più tardi. Ha completato l’opera con il passo più veloce fatto registrare dai competitors nel secondo stint, girando su un incredibile passo del 22 basso nella fase iniziale, per poi scendere sul passo del 21 medio e far registrare il personal best lap all’ultimo giro, sfiorando addirittura di scendere sul 20, segno che c’era prestazione.

Tutto questo gli è valso un gran 8° posto alle spalle di Ocon, staccato di poco considerando che tra i due c’erano 9 posizioni di differenza alla partenza. Si può dire che, effettivamente, sia tornato l’Alonso che conosciamo.

previous arrow
next arrow
 

Ferrari

Leclerc

Per il monegasco weekend difficile e gara dalla due facce. In Q2 si è voluto qualificare a tutti i costi con la media per il Q3, rischiando anche l’accesso alla top ten. Poi ha dovuto incassare la sconfitta nei confronti di Sainz nell’ultima sessione di qualifica. Come ha spiegato il TP Binotto il monegasco non ha digerito affatto le soft in questo fine settimana (non è la prima volta che gli capita da quando è in Ferrari). Peccato per lui che la scelta delle gialle si sia rivelata infruttuosa. Infatti fa registrare un passo in linea con chi aveva montato le soft ad inizio gara, sul 23 alto. Questo gli fa optare per un cambio di strategia andando a montare le hard dopo solo appena 24 giri.

Con le bianche le cose migliorano nettamente riuscendo a tenere un passo sul 22 basso, e concludere la gara sul 21 alto. Questo gli ha permesso di risalire la china ed andarsi a piazzare dietro Norris, garantendo gli unici punti del weekend alla Ferrari.

previous arrow
next arrow
 

Sainz

Per lo spagnolo buon weekend, rovinato da una scelta strategica del team nel secondo stint, che lo butta ai piedi della zona punti. Riesce a battere Leclerc per la prima volta in qualifica, tiene botta a Norris girando più o meno sugli stessi tempi. Ma proprio l’essere rimasto a contatto con l’inglese gli è stato fatale, perché la Ferrari con lui ha giocato la carta dell’undercut montandogli le medie (visto che le hard richiedevano un tempo di warm up di un paio di giri e la mossa si sarebbe rivelata nulla a prescindere) che a posteriori si è rivelata una scelta infelice, anche perché sulla Ferrari di Leclerc già nel primo stint le medie non avevano funzionato granchè e poteva essere un monito da non sottovalutare.

Infatti per Sainz nel secondo stint non c’è stato niente da fare, il passo è stato completamente pessimo, non riuscendo mai a schiodarsi dal 22 alto/23 basso. Questo l’ha costretto a vedersi sfilare da diverse monoposto e, come detto in precedenza, farlo finire fuori dai punti. Questo per la Ferrari è stato un grave errore perché oltre a vanificare un buonissimo weekend del madrileno, è costato moltissimi punti pesanti nella rincorsa al terzo posto nel costruttori.

previous arrow
next arrow
 

AlphaTauri

Gasly

La delusione di weekend è stata senz’altro l’AlphaTauri con Gasly, visto che Tsunoda aveva per lo meno la parziale scusante di non conoscere la pista. Purtroppo per il francese il weekend si è rivelato complicato fin dalle libere, per poi proseguire nelle qualifiche dove ha colto il peggior risultato stagionale, un 9° posto che sarebbe potuto essere anche 10° se Vettel avesse azzeccato il giro buono. Le cose non sono certo andate meglio in gara, nel primo stint si è difeso riuscendo a tenersi stretto la 9° posizione, ma il passo non si è rivelato per niente al livello di McLaren e Ferrari con cui erano stati in lotta nella prime due gare (nonostante l’incidente in Bahrain che aveva messo fine alla sua gara, il passo si era dimostrato positivo).

Poi è arrivata, ancora una volta, una scelta di strategia errata da parte del team di Faenza: montare la media. A quel punto per il francese, così per gli altri che hanno montato questa mescola e si erano fermati insieme lui, non c’è stato niente da fare perché il passo è rimasto fisso sul 22 alto senza mai scendere più sotto.

previous arrow
next arrow
 

Tsunoda

Per il rookie giapponese weekend completamente da buttare, o meglio di cui far tesoro in vista del proseguo della sua avventura in F1. C’è da dire che dopo un brillante avvio in Bahrain dove aveva stupito tutti, da Imola sta incontrando le difficoltà normali di un rookie nella massima categoria. Probabilmente l’aver effettuato i test sulla pista in cui si sarebbe disputata la gara d’apertura, l’ha aiutato molto nella ricerca del setup ottimale e questo gli ha dato un notevole vantaggio nel primo gp dell’anno. Vero inoltre che  Portimao era la prima pista sconosciuta che affrontava quest’anno, considerando che ad Imola aveva effettuato una gran quantità di giri in inverno con monoposte più vecchie ed in Bahrain ci aveva corso in F2, e questa è un attenuante non da poco se unita al fatto di essere un rookie.

Per il resto c’è veramente poco da dire. Se uniamo a questi fattori anche che l’AlphaTauri questo weekend ha fatto moltissima fatica, ecco che non poteva che collezionare i peggiori riscontri sul passo in entrambi gli stint. Per Yuki adesso arriva una pista più famigliare su cui puntare, insieme al team, a riscattarsi.

previous arrow
next arrow
 

Alfa Romeo

Giovinazzi

Per il buon Antonio gara molto solida, nonostante il brivido nel primo giro con il contatto ricevuto da un distratto Raikkonen, che poteva compromettere anche la sua di gara in maniera definitiva. Nonostante qualche difficoltà riscontrata nel primo stint con la M (ha fatto segnare il peggior passo con questa mescola tra tutti in quello stint), le cose sono cambiate dopo aver montato la gomma più dura del lotto Pirelli. Infatti il passo dell’italiano non è stato negativo, anzi tutt’altro se consideriamo anche il fatto che è stato per quasi l’intero stint alle spalle di un Vettel più lento di lui. Alla fine è riuscito a portare la sua Alfa nella stessa posizione in cui aveva iniziato la gara.

previous arrow
next arrow
 

Aston Martin

Vettel

Per il 4 volte campione tedesco finalmente un weekend totalmente pulito considerando l’avvio turbolento, per usare un eufemismo, di questa sua avventura in Aston Martin, a partire dai test passando alle prime gare. Si sono registrati ulteriori passi avanti importanti nell’apprendimento dell’AMR21, dopo quelli fatti registrare ad Imola. E si sono visti tutti in qualifica dove è riuscito a portare la sua Honey Ryder fin in Q3, mettendoci tanto del suo, visto i riscontri pochi positivi venuti fuori dalle libere, specialmente in FP3. Va anche tenuto conto che, a differenza del compagno finito fuori subito in Q1 prendendosi un distacco di mezzo secondo, lui non disponeva degli aggiornamenti portati dal team di Silverstone in extremis visto che sono riusciti ad anticiparli per Portimao, garantendo un unico esemplare che è toccato a Stroll perché secondo la politica del team in questi casi tocca a chi ha ottenuto i migliori risultati riceverli.

Peccato però che in gara le cose siano andate in maniera diversa e Seb non abbia avuto per niente passo, sia con le soft ad inizio della corsa (mai riuscito a scendere sotto il 24 alto, vedendosi sfilare da Ricciardo perdendo di fatto la zona punti) e né con le medie che, come già accennato diverse volte in precedenza, non erano le gomme adatte ad affrontare il secondo stint. Eh sì perché il team ha commesso un ennesimo di strategia nei suoi confronti in questo avvio, infatti non è il primo e non solo in gara. Con questa mescola non è stato in grado di scendere sotto il 23 basso anche quando, terminato di fare del fuel saving nella parte centrale dello stint, gli è stato comunicato che poteva tornare a spingere. Gli fossero state montate le bianche avrebbe potuto lottare senz’altro per i punti.

Purtroppo per lui si è rivelata, nuovamente, una gara anonima, come spesso gli è capito nell’ultimo periodo e non certo per causa sua. Ha cercato di resistere a Giovinazzi ma ha dovuto desistere, prestando il fianco al team order di far passare Stroll che aveva più passo, al quale però è stato detto, a due curve dalla fine, di restituire la posizione visto che non è riuscito a combinare niente.

previous arrow
next arrow
 

Stroll

Per il canadese, pur con i nuovi aggiornamenti, il sabato è stato totalmente da dimenticare, mentre le cose sono andate meglio la domenica. Scattando dalla 17° casella ha deciso di montare, un po’ a sorpresa, una gomma soft. Stroll si è rivelato molto abile nel gestirla per ben 38 giri visto che ha fatto segnare nei parziali molto interessanti al termine dello stint sul 23 basso. In quel frangente girava più veloce del compagno, ma soprattutto di pochi decimi più lento di Ricciardo ed Alonso che sono andati si lunghi come lui, ma su medie.

Purtroppo anche a lui è toccata la strana scelta di vedersi montare la media. Poteva non essere una scelta propriamente sbagliata a priori visto che doveva coprire una distanza di quasi una trentina di giri, ma lo si è rivelata al termine. Un altro fattore che ha stroncato la sua rimonta è l’essere finito nel traffico di Vettel e di Giovinazzi, con il suo compagno che faceva da tappo girando molto più lento di lui. Ha dimostrato di averne di più di entrambi visto che è riuscito a rimanersi sotto i due secondi costantemente ed il suo passo si attestava sul 22 alto, più veloce dei due che aveva davanti.

Sono sicuro che se davanti a sé ci fosse stato il suo compagno invece dell’alfista, la scuderia l’avrebbe agevolato alla svelta con un team order e poi avrebbe potuto risalire molto facilmente le posizioni andando ad insidiare anche la 10° di Gasly.

previous arrow
next arrow
 

Conclusioni

Questo GP ci ha fornito molti spunti di riflessioni e come la situazione sia molto fluida a centro gruppo ed i valori possono cambiare molto velocemente. Infatti nei primi due appuntamenti ho raccontato di una Alpine in costante difficoltà come ultima squadra del midfield, davanti alla sola Alfa Romeo ed al pari dell’Aston Martin. Invece in Portogallo è stato la vera sorpresa del weekend, riuscendo a risalire la china dalla posizione scomoda in cui era finita. Molto probabilmente ad Enstone avranno trovato delle soluzioni di assetto che ne hanno sbloccato il potenziale restituendoci un’Alpine più competitiva, che ha staccato di fatto la squadra verde di Silverstone. Adesso sono attesi dalla controprova di Barcellona per verificare questi miglioramenti.

Di contro l’Aston Martin sembra vivere uno stato di catalessi molto preoccupante. Infatti non solo si è vista superare dal team transalpino, ma è anche insidiata ora dall’Alfa Romeo che incalza e potrebbe relegarla addirittura in fondo a questa lotta. A questo punto il team diretto da Szafnauer deve darsi una svegliata al più presto nel trovare il bandolo della matassa, perché sembra che neanche gli aggiornamenti portati in gara da Stroll abbiano fornito un sostanziale passo in avanti (anche se degli sprazzi di speranza si sono visti nel suo primo stint), nonostante un Vettel sempre più calato nella nuova realtà e più a suo agio con la macchina. Ecco magari gli aggiornamenti portati a Portimao (che saranno a disposizione anche del tedesco a Barcellona) messi nelle sapienti mani di Seb, uniti alla sua incredibile esperienza, potranno far progredire l’Aston Martin e farla ritornare nelle posizioni che contano del midfield.

Ma considerando che Barcellona storicamente è la prima tappa dove tutti i team portano dei correttivi corposi, non bisogna sottovalutare il fatto che il gap potrebbe anche aumentare invece di chiudersi. Poi se a questo aggiungiamo che il team continua ad essere tutt’altro che imbeccabile nelle strategie (questo weekend floppate per entrambi: il secondo stint con le medie per tutti e due è stato un errore da matita rossa, poi mi dovrebbero anche spiegare perché Stroll è stato fatto partire con le soft, mistero…) i piloti possono fare poco.

Sebastian Vettel a bordo della AMR21 in Portogallo
(Photo by Aston Martin Cognizant Formula One Team twitter)

Passiamo ora alla delusione del weekend l’AlphaTauri. Totalmente in difficoltà nell’Algarve non è riuscita a giocarsela per niente con McLaren e Ferrari. Già negli scorsi gp aveva raccolto meno di quanto visto, ma questa improvvisa battuta d’arresto potrebbe avere delle ripercussioni serie. Qualche scricchiolio la Ferrari in Portogallo l’ha mostrato, facendo riaffiorare dei dubbi che erano emersi fin dai test quando le temperature erano alte facendo perdere prestazione alla rossa, questione non di poco conto visto che l’estate incombe. Ed è riemerso anche un vecchio tallone d’Achille: le strategie. Infatti la scuderia ha buttato all’aria punti pesanti con Sainz per cercare di attaccare Norris e questi sono errori da non commettere in una battaglia così serrata.

Ma ora passiamo all’unica certezza di questo avvio di campionato, e cioè la McLaren con Norris. Infatti il #4 e la sua Papaya stanno facendo il buon e cattivo tempo lì in mezzo, con l’inglese che si conferma gara dopo gara molto solido ed è per questo che si sono conquistati, entrambi con merito, il 3° posto momentaneo nei rispettivi mondiali. Sembrano che al momento non abbiano punti deboli. Ma c’è chi dall’altro lato del box fa fatica, e cioè Ricciardo. A Woking devono lavorare sodo per metterlo a suo agio, perché non si possono concedere il lusso di giocare questa battaglia con una sola punta, ma hanno bisogno anche di una crescita dell’australiano.  

Fortunatamente tutto ciò che ci ha detto il Portogallo possiamo andarlo a verificare subito a Barcellona, visto che sarà il primo back to back stagionale. Sicuramente questo weekend sarà un primo spartiacque della stagione in grado di delinearci meglio i valori in campo nel gruppo di centro, contando sul fatto che quasi tutti i team in Catalogna sono soliti portare dei corposi sviluppi per i loro progetti.

Non ci resta che aspettare domenica.

Articoli Popolari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *