Formula 1 | Confronto Passi Gara del Midfield GP di Olanda 2021

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Nicola Sigismondi

Nicola Sigismondi

Oltre alla sfida appassionante al vertice nelle due classifiche che vede impegnati Verstappen ed Hamilton in quella piloti e Red Bull-Mercedes in quella costruttori, anche nel midfield sono presenti varie situazioni aperte che si decideranno sul filo di lana.

Con il GP d’Olanda siamo entrati di fatto, se escludiamo la gara farsa del Belgio, nella seconda parte di questo mondiale 2021 di F1. Quindi da ora in poi ogni singolo punto avrà un peso specifico maggiore per raggiungere i vari obiettivi che i team si sono prefissati. Andiamo a vedere cosa ci ha consegnato il weekend di Zandvoort.

Posizione FinalePilota1° Stint2° Stint  3° Stint
Gasly16.498 S15.645 (M)—–
Leclerc16.551 S15.397 (H)—–
Alonso17.097 S15.736 (M)—–
Sainz16.806 S16.032 (H)—–
Ocon17.276 S15.797 (M)—–
10°Norris17.314 (M)15.105 (H)—–
11°Ricciardo17.470 S15.989 (H)—–
12°Stroll17.738 (S)16.609 (H)—–
13°Vettel18.493 (S)17.484 (H)15.225 (M)
Legenda: (S), (M), (H) = Gomma Nuova; S, M, H = Gomma Usata.

McLaren

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Il team Woking ha faticato parecchio in questo weekend perdendo 15 punti dalla Ferrari e la 3° posizione nel mondiale costruttori, ma vista la natura del tracciato era preventivato.

Per l’ennesima volta si è dimostrato quanto Ricciardo non sia a suo agio con la MCL35M e faccia fatica in gara. E se Norris parte più indietro del previsto (come è capitato in questo weekend a causa della bandiera rossa che non gli ha permesso di passare il taglio del Q2) e ci si trova su una pista che non permette di recuperare posizioni, come quella olandese, per la McLaren i punti racimolati diventano una miseria. Questo è quello che è successo nella domenica di gara.

L’australiano ha faticato in entrambi gli stint rispetto al compagno che partiva più indietro di lui. Se nel primo è riuscito a contenere i danni perdendo solo un decimo di passo con una gomma di vantaggio rispetto all’inglese, nel secondo, utilizzando la stessa mescola, è andato letteralmente in crisi prendendosi quasi 9 decimi, un’eternità.

Norris partito con le medie per allungare il suo stint fino al 42° giro, ha dimostrato nel secondo run un passo straordinario, il migliore di tutti nel midfield con la gomma H, facendo aumentare i rimpianti per aver preso solo un punto a fine giornata, perché sarebbe stato sicuramente nella lotta per il 4° posto insieme a Gasly e Leclerc.

Per il team Papaya arriva ora una ghiotta possibilità di recuperare molti punti, nella tana del nemico, visto che la vettura inglese si dovrebbe adattare in maniera migliore alla Rossa sui lunghi rettilinei dello Stradale di Monza.

Ferrari

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Per il team di Maranello un weekend, nei risultati, secondo le aspettative che si erano prefissati nella GES, considerando le buone prestazioni della SF21 sui circuiti ad alto carico.

Questo ha fruttato un guadagno di ben 15 punti sulla diretta rivale, un buon bottino che permetterà di giocare anche in difesa a Monza considerando quanto potrà essere ostica la pista di casa a causa del deficit di motore che la PU Ferrari paga sulla concorrenza tedesca e giapponese, pur se in tanti si aspettano, comunque, una prestazione decente dalla Rossa per non deludere i Tifosi. Magari traendo quell’energia in più proprio da loro.

Leclerc le ha provate tutte per impensierire il 4° posto di Gasly, ma alla fine si è dovuto accontentare della 5° piazza, pur girando, di passo, praticamente pari nel primo run e quasi tre decimi più veloce nel secondo (migliore stint con la hard dopo Norris) rispetto al francese. Ma data la natura del tracciato che non concedeva molte soluzioni di sorpasso, quando si ha un vantaggio prestazionale così piccolo si subisce il passo della vettura davanti senza riuscire a portare un attacco concreto.

Ma se dal lato del monegasco c’è da essere contenti, non si può dire lo stesso da quello di Sainz. Lo spagnolo ha sofferto tantissimo in gara rispetto al suo compagno di squadra, pagando tre decimi nel primo stint con la rossa e ben 7 decimi nel secondo con la bianca, nel quale ha avuto un netto crollo di prestazione nel finale tornando a girare sul 16, pur avendo di fatto strada libera davanti a sé. Questo improvviso calo gli è costato la 6° posizione, all’ultimo giro, ai danni del suo connazionale Alonso.

Alpine

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Il team transalpino è riuscito a consolidare maggiormente la 5° posizione nel mondiale costruttori anche in Olanda con una buonissima prova di Alonso, il quale, dopo un’ottima partenza, si è messo a caccia della Ferrari di Sainz.

Ha faticato nel primo stint sulla soft, pagando un divario sul passo di 5 decimi rispetto al suo connazionale, ma una volta montate le medie la situazione è nettamente migliorata, con l’asturiano che ha girato in maniera più veloce di 3 decimi nel complesso (ed una mescola di vantaggio) rispetto al madrileno. La differenza è stata fatta nella parte centrale dello stint dove il numero 14 è riuscito a scendere sul muro del 14, mentre il 55 è rimasto fermo su quello del 15. E tutto questo si è tradotto in un sorpasso all’inizio dell’ultimo giro.

Per Ocon, invece, è stata una gara abbastanza complessa. Dopo una partenza non esaltante in cui ha perso la posizione sul suo compagno di squadra, e maggior fatica rispetto ad Alonso nel primo stint (di media 2 decimi più lento), ha ritrovato il passo nel secondo anche lui con la media, girando praticamente sugli stessi tempi dell’asturiano più veloce, alla fine del run, di una manciata di millesimi.

L’Alpine sembra essere in uno buon stato di forma ed ora l’attende la sfida dei lunghi rettilinei di Monza, dove in passato ha sempre fatto cose egregie, vedremo se anche quest’anno sarà così.

AlphaTauri

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Weekend perfetto per l’AlphaTauri e Gasly, considerando che il team di Faenza ormai corre dall’inizio dell’anno con un solo pilota, visto che il rookie giapponese è sempre disperso nelle retrovie e questo weekend è stato vittima di un guasto che l’ha costretto al ritiro a metà gara.

Fenomenale in qualifica dove ha sfruttato a pieno le doti della AT02, sempre molto performante nel giro secco, per agguantare la pole degli altri, quella 4° posizione lasciata libera da Perez escluso nel Q1. La domenica, pur avendo meno passo rispetto alla Ferrari di Leclerc, specie nel secondo stint, è riuscito a difendersi alla perfezione alla pressione esercitata dal monegasco senza commettere nessun errore.

Così facendo ha consegnato il miglior risultato stagionale alla AlphaTauri e consolidato il 6° posto costruttori ai danni dell’Aston Martin. Il tutto la settimana prima del weekend di casa per la Scuderia di Faenza ed anche dello stesso francese, il quale proprio un anno fa colse la sua prima vittoria in F1 sul tracciato brianzolo.

Chissà se questo risultato olandese possa essere di buon auspicio per sperare in un altro risultato eccezionale a Monza.

Aston Martin

Cosa dire di più del team di Silverstone? Sul lato errori strategici e di gestione ho già affrontato la questione in settimana (Ancora disastro in salsa… British Green), mentre ora andiamo ad affrontare la parte sulla performance della AMR21.

Su questo circuito da alto carico ci si aspettava che la monoposto verde potesse fare più fatica, vista la perdita di carico imposta dai regolamenti 2021. Ma ancora una volta ha faticato a superare abbastanza agilmente sia le Williams (Stroll è rimasto tutta la gara dietro Russell senza mai riuscire ad impensierirlo, segno che la monoposto di Grove è cresciuta veramente tanto nell’ultimo periodo) e sia l’Alfa Romeo, scene viste e riviste in questa stagione su tutte le tipologie di circuito con questi due team, ma anche con altri che risultavano esseri più lenti sul passo (vedere Vettel dietro ad Ocon per l’intera gara dell’Ungheria).

Abbiamo affrontato 13 gare (12 se non calcoliamo il Belgio) e possiamo affermare che la AMR21 faccia molta più fatica, a differenza di altre monoposto, ad esprimere il suo potenziale quando si trova in aria sporca rispetto a quando si trova in aria pulita.

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Se andiamo ad analizzare le gare dei due piloti di Silverstone vediamo come Stroll, pur partendo più avanti e beneficiando di una strategia ad una sosta rispetto a Vettel, abbia fatto segnare i peggiori passi di tutto il midfield sia nel primo che nel secondo stint, questo perché, come affermato in precedenza, è stato per l’intera gara dietro a Russell.

Anche Vettel, dopo il danno procuratogli dal team il sabato che l’ha escluso dalla Q2 facendolo partire 17°, finché è stato nel traffico ha fatto segnare dei tempi altissimi oltre a fare molto fatica, come evidenziato dal testacoda in curva 3 quando era attaccato a Kubica la 37° giro. Ma montate le medie per l’ultimo stint e trovata strada libera, ha fatto vedere un passo incredibile.

Migliore perfino di quello tenuto da Verstappen ed Hamilton, riuscendo infine a recuperare ben 26 secondi in 9 giri a Stroll (che aveva effettuato una sosta in meno) e sferragli un attacco all’ultimo giro, il quale però non è andato a buon fine.

Questa differenza importante di passo tra il girare in aria sporca ed in aria pulita è il problema che più sta accusando l’Aston Martin in questa stagione, oltre ad una vettura che fa veramente molta fatica in qualifica anche se, ad essere onesti, era un difetto che già soffriva la sua progenitrice (la RP20) la quale però poi usciva molto bene in gara.

Gli ingegneri dovranno riflettere bene su come risolvere questa problematica per le ultime gare se vorranno chiudere al meglio una stagione fin qui deludentissima, a parte alcuni lampi regalati, figli del talento del 4 volte Campione del Mondo Sebastian Vettel.

Incamerata questa batosta, e speranze di ricucire lo strappo con l’AlphaTauri nel costruttori praticamente azzerate, c’è da concentrarsi in vista dell’ultima pista che perfettamente si adatta alle caratteristiche della monoposto inglese. La quale dovrà avere il bilanciamento ottimale fin dal primo istante, considerando che verrà riproposto il format della Sprint Qualifying, per dimostrare, finalmente, una performance solida e sperare di cogliere un buon risultato senza dover fare affidamento a gare pazze.

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