Formula 1 | Harakiri Ferrari e flop dei motorizzati! Spreca Vettel, ma Aston in risalita!

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Nicola Sigismondi

Nicola Sigismondi

Sulle stradine di Baku la Ferrari incassa un disastroso doppio ko tecnico. Non va meglio ai motorizzati di Maranello, che patiscono problemi alla PU con Magnussen e Zhou. Oltre ad una prestazione generale sotto le aspettative dei due team. Continua la crescita dell'Aston Martin, la quale deve rinunciare ad un piazzamento di prestigio a causa di un lungo del tedesco.

Per la prima volta nella storia del GP dell’Azerbaijan, la gara non è stata interrotta da SC o bandiere rosse, ma solo da un paio di VSC durate poche giri. Questo ha di fatto azzerato le possibilità di inventarsi strategie alternative. Ponendo l’accento più sul ritmo espresso dalle vetture in pista, piuttosto che sull’opportunità di cogliere occasioni per scalare la classifica. Andiamo ad analizzare quale è stato il passo avuto dai 20 piloti sulle stradine di Baku.

Posizione FinalePilota1° Stint2° Stint3° Stint
Verstappen48.636 (M) / 48.801 (M)* 47.630 (H)46.810 (H)
Perez48.536 (M) / 49.531 (M)*48.026 (H) / 47.308 (H)*—–
Russell49.710 (M) 49.246 (H)47.709 H
Hamilton50.478 (M)49.836 (H)47.997 H
Gasly50.169 (M)49.912 (H) / 49.014 (H)*—–
Vettel50.449 M50.072 H** / 48.674 H*—–
Alonso50.867 (M) / 50.710 (M)*49.530 (H) / 48.587 (H)*—–
Ricciardo51.041 (H) / 50.477 (H)*48.667 (M)—–
Norris50.885 (M) / 50.865 (M)*48.363 (H)—–
10°Ocon51.359 (H) / 50.973 (H)*48.793 (M)—–
11°Bottas52.105 (H) / 50.920 (H)*48.803 (M)—–
12°Albon51.901 (M)50.440 (H)49.694 (H) / 48.346 (H)*
13°Tsunoda50.600 (M)50.059 (H) / 49.197 (H)*48.005 S
14°Schumacher52.244 (H)50.782 M50.420 (H) / 51.139 (H)*
15°Latifi51.734 M / 51.937 M*51.079 (H) / 51.000 (H)*—–
16°/DNFStroll52.218 H / 51.018 H*49.374 M—–
N.C.Magnussen51.321 M50.285 (H)—–
N.C.Zhou51.386 (M)49.947 (H)—–
N.C.Leclerc48.649 (M)48.164 (H)—–
Legenda: (S), (M), (H) = Gomma Nuova; S, M, H = Gomma Usata;
Note: * stint post VSC; **stint senza errore

Ferrari che botta! Verstappen e Red Bull scappano via!

Su un circuito così lungo, la differenza di prestazione tra i due top team ed il resto del gruppo è stato abissale. Ferrari e Red Bull continuano a fare un campionato a parte. Ma la Rossa, in quel di Baku, si è scoperta fragile con due problemi d’affidabilità slegati tra loro. Quello patito da Sainz, è stato un problema idraulico mai registrato in quel di Maranello. Il guasto dello spagnolo si può annoverare come un episodio sfortunato.

Quello che preoccupa la GES è senz’altro lo scoppio del motore di Leclerc, considerando che anche i motorizzati Ferrari stanno patendo guasti da oltre un mese a questa parte sulla PU. Il monegasco, come a Barcellona, si è dovuto ritirare mentre era in testa, dopo una partenza infelice che lo ha visto sopravanzare da Perez. Nonostante il passo, partiti tutti e tre con la media, era il medesimo del duo Red Bull.

Con l’uscita della VSC per il ritiro del compagno di squadra, la Ferrari non ha esitato a far rientrare il numero 16 per fargli montare le hard. Mossa non copiata dagli anglo-austriaci, che sarebbe costata loro carissima. Ma al giro 20 è arrivata, in pieno rettilineo, la fumata che ha messo fine al pomeriggio rosso, con i meccanici che hanno iniziato anzi tempo lo smontaggio del box.

Da quel momento è stata una parata Red Bull, con il compito di portare le macchine al traguardo. Verstappen, nonostante le difficoltà in qualifica, si è dimostrato nettamente più competitivo di Perez in gara, di quasi 4/5 decimi.

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Mercedes ed Aston Martin in testa al midfield, insegue l’AlphaTauri

Il povero Russell, per l’ennesima volta, ha trascorso una domenica pomeriggio in completa solitudine. Troppo forti le due Red Bull (il divario di passo con Verstappen è stato tra il secondo ed il secondo e mezzo dei primi due stint, sui nove decimi nell’ultimo), troppo forte il 63 per gli altri. Infatti il suo compagno Hamilton, partito nel traffico, ha pagato 6/7 decimi nei primi due terzi gara. Per poi ridurre il distacco sul passo a soli due decimi nell’ultimo stint, quando è andato a caccia di Gasly e della P4.

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Hamilton e Gasly ringraziano Vettel per il lungo

Il francese, dopo una straordinaria prestazione in qualifica (6° in griglia), ha confermato un passo gara non a livello di Mercedes e di Aston Martin con Vettel. Così come era emerso dai long run del venerdì. Ma sia il numero 10, che il numero 44, devono ringraziare il pilota tedesco per un errore (inconcepibile per un pilota della sua esperienza), durante il tentativo di sorpasso su Ocon. E’ vero che il numero 5 ha colto il miglior risultato stagionale per sé e per il team. Ma il sesto posto, alla fine, non è stato neanche il risultato minimo, visto che il ritmo rispetto a Gasly era di 4 decimi migliore.

Vettel fino a quel momento era stato autore di un weekend perfetto. Infatti, prima dell’attivazione del regime di VSC per il guasto di Sainz, stava per sorpassare Hamilton in rettilineo. Sorpasso completato all’interno dei box, grazie ad un pit stop buono, per una volta, degli uomini in verde. Sintomo che il passo dell’Aston, rispetto alla Mercedes del 7 volte campione del mondo, era decisamente più veloce.

Sensazione confermata anche dai tempi del primo e del secondo stint (“pulito” dal giro con il lungo), passato poi dietro a Tsunoda ed Ocon per rimediare all’errore. Ma una volta in aria libera era più rapido di Hamilton. Inoltre la AMR22 aveva un ultimo settore molto buono, a livello dei migliori. Mentre la W13 aveva in quel parziale il tallone d’Achille, essendo la penultima davanti alla McLaren.

Questa significa che per l’inglese passare la vettura verde sarebbe stato molto complicato. Oltre al fatto che anche Vettel si sarebbe fermato a montare una nuova hard con la VSC innescata da Magnussen, invece di fare uno stint di 40 giri. Un vero peccato, perché queste sono opportunità da cogliere quando capitano.

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Per Alpine e McLaren doppi punti

Il team transalpino ha avuto il miglior terzo settore fin dai primi metri del venerdì. Al contrario del team di Woking, che in quel tratto di pista si è rivelato il peggiore. Ma entrambe le scuderie sono riuscite a marcare punti con entrambi i piloti. Chiaramente la A522 ha sofferto nei tratti guidati, è questo si è tradotto in una difficoltà generale sul passo rispetto agli altri team, quali Mercedes, Aston Martin ed AlphaTauri.

Facendo la tara tra i punti di forza e quelli deboli tra le due vetture, il passo mostrato nelle varie fasi gara è stato quasi il medesimo. Il pilota tra i quattro che ha dimostrato di averne di più è stato senz’altro Norris, il quale però si è dovuto accontentare di arrivare alle spalle di Ricciardo su richiesta del muretto. Forse nel tentativo da parte della McLaren di recuperare l’australiano.

Il numero 3, a differenza di altri GP, non ha sfigurato. Anzi, si è dimostrato finalmente a livello del suo vicino di box sia in qualifica, dove il divario è stato di un decimo e mezzo, ma soprattutto in gara. Specie dopo la ripresa della corsa dopo la prima VSC, dove ha girato 4 decimi più veloce dell’inglese e due e mezzo più dell’asturiano. Entrambi con la media indossata in partenza, a differenza della hard montata dall’ex Red Bull.

Alonso nell’ultimo stint aveva ridotto notevolmente il divario da Vettel, che lo precedeva, avendo gomme hard molto più fresche. Ma questo è stato dovuto anche al fatto di essere tallonato dalle due Papaya. Come detto in precedenza, la velocità nell’ultimo settore è stata l’arma vincente per tenersi stretta la P7. Per un Alonso in grande spolvero, c’è stato un Ocon sottotono durante il weekend. Si prende l’ultimo punto disponibile, ma nulla più.

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Sfortuna asiatica, flop Alfa ed Haas

Gara veramente molto sfortunata per i due giovani piloti asiatici. Ambedue stavano tenendo il passo, in quella fase di gara, di Vettel, Gasly ed Hamilton che li precedevano. Il rookie cinese stava conducendo un gran weekend in cui, per la prima volta, stava battendo Bottas sia in qualifica che in gara. Ma pochi giri dopo il guasto occorso a Leclerc, è toccato a lui. Infrangendo la possibilità di smuovere la sua classifica, dopo l’unico punto conquistato all’esordio assoluto in Bahrain.

Per il giapponese, invece, un guasto all’ala posteriore (che si è spezzata in due) gli è valsa la bandiera nero-arancio. Per questo motivo è dovuto rientrare ai box a 10 giri dal termine, con i meccanici che hanno riparato il guasto con dello scotch americano. Gara distrutta ed addio punti.

Nel complesso è stato un weekend da dimenticare per i due motorizzati Ferrari, Haas ed Alfa Romeo. Sicuramente, in base a quanto fatto vedere nei GP precedenti ci si aspettava molto di più. Il team elvetico, come accennato, stava facendo delle buone cose con Zhou. Ma il leader Bottas ha completamente steccato il fine settimana. Pur riuscendo a girare con continuità al venerdì, rarità per il finlandese.

Mentre la Haas è in una fase di regressione, dopo un avvio sensazionale di stagione. Va comunque ricordato che il team americano è l’unico a non aver portato grossi aggiornamenti, attesi per il Canada. Magnussen è stato vittima di nuovo guasto alla PU (come a Monaco), che l’ha messo fuori gioco anzitempo. Ma sia lui che Schumacher, a Baku, non hanno mai avuto il ritmo per stare con il gruppone davanti.

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Male i canadesi, si salva Albon

Per ciò che riguarda le retrovie della griglia, Albon riesce a performare molto meglio di Latifi ed anche meglio di Schumacher. Arrampicandosi fino alla 12° piazza (sfruttando le sventure altrui) con una Williams sempre più ultima. I due canadesi, prossimi a disputare il loro GP di casa, hanno tirato fuori una prestazione veramente deludente in confronto ai loro compagni. Con il 18 che è stato anche costretto al ritiro per noie al motore.

Quest’ultimo è in seria difficoltà da inizio anno con queste vetture. Forbice che si è andata sempre più ad allargare con Vettel, da quando il team di Silverstone ha portato la nuova vettura a Barcellona. Per non parlare dell’ennesimo incidente in qualifica, dopo quello di Monaco. Ha optato per partire con la Hard, come fece l’anno scorso, ma la scelta si è dimostrata sbagliata. Passato alle medie la situazione, sul passo, è leggermente migliorata. Ma pagando un divario dal tedesco, su gomma bianca, di 7 decimi.

La stessa situazione la sta vivendo il suo connazionale Latifi, sempre più prossimo a lasciare la F1. Le prestazioni fornite dal numero 6 sono veramente inconsistenti. Se pur, così come Albon, domenica abbia girato meglio di Schumacher in vari frangenti di corsa.

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Scenario simile anche in Canada

Il circuito del Canada presenta delle somiglianze con quello di Baku. Tra cui grandi rettilinei e ripartenze da bassa velocità. Per questo motivo i valori in campo potrebbero non differire molto da quelli osservati in Azerbaijan.

Davanti ci sarà da capire la situazione affidabilità Ferrari, perché nel complesso sembra avere il pacchetto migliore al momento. Dietro ci sarà la solita battaglia serrata. Con Mercedes leggermente avanti con Russell, ma in difficoltà sui rettilinei insieme alla McLaren.

Aston Martin che vuole confermare i progressi fatti nelle ultime settimane ed aumentare la prestazione, oltre ad un Vettel desideroso di riscatto dopo i due errori, in gara, di Monaco ed Azerbaijan. Ma soprattutto per la vittoria scippata due anni fa in Quebec, con il famoso scambio di cartelli in parco chiuso.

Alpine che troverà, nuovamente, pane per i suoi denti sui lunghi rettilinei canadesi. E ci sarà da aspettarsi il ritorno delle due motorizzate di Maranello, perché a Baku sono sembrate la brutta copia di loro stesse. C’è attesa soprattutto sulla Haas che porterà il suo primo pacchetto di evoluzioni per la VF-22.

Insomma, gli ingredienti per vivere un altro incredibile di weekend ci sono tutti. Non ultimo la variabile meteo. Con la pioggia che potrebbe fare la sua comparsa durante il fine settimana, in modo tale da sparigliare le carte.

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