Tecnica F1 | La Haas VF-23 si mostra al mondo!

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Nicola Sigismondi

Nicola Sigismondi

Nella mattinata odierna, il team diretto da Guenter Steiner ha diramato le prime immagini della VF-23 reale. Il team di Kannapolis sta effettuando il tradizionale filming day a Silverstone, il giorno dopo della RB19 rimasta misteriosa. Scopriamo le differenze con la progenitrice.

Un immagine (in cui erano presenti i piloti ufficiali ed il Team Principal Steiner insieme ai meccanici) ed un breve video (in cui la vettura usciva dai box) hanno mostrato al mondo, di buon ora, la vera Haas VF-23.

Il team di Gene Haas, dopo aver effettuato il lancio della nuova livrea tramite dei render online martedì 31 gennaio, sta trascorrendo la giornata a Silverstone per il consueto filming day. Un occasione concessa ai team per effettuare riprese commerciali, utilizzando delle gomme demo Pirelli. Ma i 100 km a disposizione dei team, considerando l’abolizione dei test privati, solitamente vengono utilizzati per effettuare uno shakedown della vettura appena uscita dalla fabbrica.

Gli ingegneri controllano il funzionamento dei sistemi e che tutto sia in ordine. Oltre a poter verificare in modo preliminare le qualità della monoposto, possono individuare anche eventuali problematiche. È l’esempio della passata stagione. Difatti alcuni team, leggasi Mercedes, tramite il filming day poterono riscontrare il fenomeno del porpoising. Quella problematica aerodinamica, insita delle vetture ad effetto suolo, che crea un rimbalzo fastidioso sui rettilinei o fin in approccio di curva.

Ma oltre a questo, il filming day è diventata anche l’occasione per vedere realmente le vetture. Considerando che, ormai, in F1 ha preso piede la moda del lancio online od attraverso immagini modificate ad hoc. Il tutto per mantenere quanto più coperte, da occhi indiscreti, eventuali soluzioni innovative.

Diverse le differenze ad una prima occhiata

Da ciò che si è potuto sgorgere da queste prime immagini, la VF-23 è un evoluzione della sua progenitrice. A differenza dell’Alfa Romeo, è rimasto il concetto del doppio fondo con le pance larghe di inspirazione F1-75. La VF-22, non a caso, nella passata stagione si era guadagnato l’appellativo di “Ferrari Bianca”.

Le differenze che si sono potute notare, sono legate a doppio filo alla possibilità di ridurre l’impianto di raffreddamento della Power Unit 066/7. I tecnici di Maranello si sono accorti che avevano sovrastimato la necessità d’aria fresca dell’unità motrice nella passata stagione. Una scelta dovuta semplicemente a non compromettere l’affidabilità, in quanto si era all’inizio di un nuovo ciclo tecnico e l’architettura del motore era completamente nuova. Questo porta ad avere un duplice vantaggio: diminuzione del peso, con conseguente abbassamento del baricentro, e meno resistenza all’avanzamento.

Scavate le pance nella zona Coca-Cola e ridotte le dimensioni delle bocche dei radiatori insieme a quelle dell’airbox

Infatti, rispetto alla monoposto dell’anno passato, la VF-23 presenta delle pance più rastremate specialmente in coda, nella famigerata zona a Coca-Cola. Con la possibilità di aumentare la portata del flusso diretto al posteriore, generando una maggior deportanza locale e miglior efficienza del diffusore. Le altre due differenze sono nel ridimensionamento delle bocche dei radiatori e del airbox triangolare.

Per quanto riguarda il primo elemento, la forma è sempre più assomigliante a quella della Ferrari 2022. Ma a differenza di quanto fatto vedere dall’Alfa Romeo con la C43, non è una copia carbone. Infatti la sezione è rimasta leggermente maggiorata. Con la parte inferiore che si protende in avanti in stile Red Bull, scavando un canale dove far confluire il flusso. La presa d’aria sopra la testa del pilota, è stata ridotta all’osso. Segno della poca necessità d’aria della PU, come detto poc’anzi.

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Modifiche alla pinna del cofano motore, nella parte iniziale del marciapiede del fondo e nel bargeboard

Le ultime differenze sono presenti nella pinna del cofano motore, nel bargeboard e nel fondo, l’elemento che consente di estrarre la maggior performance dalle vetture ad effetto suolo. Il design scelto dai tecnici guidati da Simone Resta per la pinna è unico, un qualcosa di mai visto prima. A differenza del solito andamento trasversale senza interruzioni, sulla nuova creatura Haas sono presenti degli scalini. A riprova del fatto che, come detto più volte in precedenza, c’è stato un cambiamento della disposizione interna degli elementi del motore.

È stato rivisto il bargeboard, ora identico a quello della Ferrari F1-75. Questo implica anche una diversa disposizione degli elementi di ingresso al tunnel Venturi. In quanto questi particolari lavorano in sinergia.

Le modifiche al fondo sono da prendere con le pinze, in quanto solitamente nei filming day si vedono delle versioni standard. Ma è interessante notare la presenza di un paio di onde sulla parte iniziale del marciapiede, dietro il bargeboard. Un concetto che era stato lanciato congiuntamente da Mercedes ed Aston Martin nel 2021, che pochi risultati aveva prodotto. Portando anzi ad un scompenso aerodinamico, risolto dal team di Brackley solo con una rivisitazione del fondo a metà stagione e la conseguente eliminazione di quel particolare.

Cambiato l’andamento dei flap dell’ala anteriore

Passando all’ala anteriore, si può notare la modifica effettuata all’andamento dei flap rispetto alla scorsa stagione. La nuova concezione è ad ala di gabbiano. Con la parte interna che, in prossimità del muso, presenta un angolo d’incidenza maggiore rispetto a quello esterno. Il quale si azzera con il progressivo avvicinamento alla bandella laterale. In questo modo è stato estremizzato il concetto outwash, cioè lo spostamento del flusso all’esterno della ruota anteriore.

Vista la VF-23 la domanda sorge ora spontanea: quello che abbiamo osservato stamane, è stato un antipasto di ciò che vedremo martedì mattina con la presentazione della Ferrari SF-23? Non ci resta che aspettare solo poche ore per avere la risposta definitiva.

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